giovedì 21 novembre 2024

X-MEN 90 COLLECTION

All'alba del 1990, gli X-Men erano i fumetti più importanti e venduti nel mondo. Dalla fine degli anni 80 avevano lentamente, ma inesorabilmente, scalato le classifiche e raggiunto un punto in cui i vecchi pilastri della Marvel (Spider-Man, Avengers e Fantastici Quattro) apparivano ormai come guest nei crossover degli X-Men. Gli X-Men erano l'attrazione principale per l'industria dei fumetti e la Marvel metteva i migliori talenti possibili sulle loro serie. Uncanny X-Men divenne il fiore all'occhiello non solo dei fumetti Marvel, ma dell'intera industria dei comics. La fine della leggendaria run di Chris Claremont vide lo scrittore messo da parte e la nuova generazione di artisti superstar guidati da Jim Lee e Whilce Portacio prendere le redini dei mutanti Marvel. Nel 1991 a causa di divergenze artistico/creative con l'editor Bob Harras, che era spesso intervenuto per modificare trame di alcune storie e/o d'intere saghe, Claremont infatti abbandonò gli X-Men dopo 16 anni di gestione senza interruzioni. Tirò le fila delle proprie serie nella Saga dell'isola Muir e scrisse i primi tre numeri della nuova testata X-Men, il cui primo numero detiene il record per il maggior numero di copie vendute di un singolo albo. In contemporanea X-Factor venne rinnovata e affidata a Peter David che la rese una serie ricca di humor e riferimenti colti che contribuivano a sviluppare sia la psiche dei personaggi che il livello della serie, mentre i cinque membri originali rientrarono negli X-Men. Avvenne dunque la divisione in due squadre distinte, che sarebbero state protagoniste delle due serie principali: il Gold Team, o Squadra Oro, protagonista di Uncanny X-Men e il Blue Team, o Squadra Blu, protagonista di X-Men. Nel 1992 Lee e Portacio però lasciarono la Marvel per fondare la Image Comics. Improvvisamente ci fu un vuoto negli albi degli X-Men. Scott Lobdell assunse la piena responsabilità della scrittura su Uncanny, Fabian Nicieza su X-Men e artisti come Andy Kubert, Brandon Peterson, John Romita Jr. e Joe Madureira si sarebbero uniti a loro. I fumetti degli X-Men all'epoca non erano Claremont, ma non erano nemmeno così brutti come la loro reputazione e funzionavano ancora sostanzialmente come sotto Claremont: storie da soap opera e lunghe trame, con racconti brevi che andavano da un singolo numero a diversi che tenevano viva l'azione. Nicieza e Lobdell erano scrittori perfetti e facevano del loro meglio per mantenere lo stile che Claremont aveva inaugurato. Questa è una raccolta in volumi di grande foliazione delle storie più belle e delle migliori saghe degli X-Men degli anni 90, per riscoprire alcune gemme imperdibili di quel periodo.

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Alla fine degli anni 90 molti autori si susseguirono sulle testate degli X-Men, ognuno con un approccio differente che avrebbe dovuto riportare l'antico splendore, ma senza il successo sperato. Scott Lobdell aveva assunto il ruolo di scrittore regolare delle due serie principali (Uncanny X-Men e X-Men) fino al 1999, quando venne sostituito da Steven T. Seagle e Joe Kelly (ideatori del cartone animato Ben 10), per i disegni delle superstar Carlos Pacheco, Chris Bachalo e Adam Kubert a cui succedette poi Alan Davis. Seagle e Kelly imbastirono una storyline che sarebbe culminata nel ritorno di Fenice Nera ma divergenze creative con gli alti vertici Marvel li costrinsero in corsa a modificare il progetto, col risultato che molte trame restarono insolute dopo il loro congedo. In questo periodo vennero aggiunti al team Cannonball (durante una pausa dalla sua permanenza da X-Force) ed altri personaggi creati per l'occasione, molti dei quali presto dimenticati, come la dottoressa Cecilia Reyes, Joseph clone di Magneto, la morlock Marrow e il bizzarro Maggott, mentre Ciclope e Jean Grey avevano lasciato il gruppo e Tempesta e Wolverine cercavano di tenere insieme la nuova squadra per difendere il sogno di Xavier. Negli anni in cui Davis scriveva e disegnava le testate queste funzionarono come un unico fumetto bi-settimanale nei quali un'unica storia proseguiva da una serie all'altra. Davis però abbandonò l'incarico l'anno successivo e fu quindi deciso un ulteriore rilancio in occasione del ritorno di Chris Claremont. L'evento Revolution fu caratterizzato da un salto narrativo di sei mesi, in modo da permettere allo scrittore di ripartire da zero, potendo spiegare poi in seguito che cosa fosse successo. Claremont però abbandonò molti dei mutanti che erano stati protagonisti negli ultimi anni preferendo dedicarsi a personaggi da lui creati, come Sage e Thunderbird III, e si attardò nello spiegare i fatti intercorsi nei sei mesi non raccontati, ritrovandosi costretto a modificare i suoi piani poiché gli fu imposto di rendere accessibili le serie a chi avesse voluto avvicinarvisi dopo aver visto il film del 2000, perdendo di fatto la possibilità di seguire il suo programma originario. Ecco la raccolta in volumi delle storie migliori di quel burrascoso periodo.
 
 
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